Privacy Policy Scozia. Diario di viaggio, prima puntata - viaggiodolceviaggio
Diario di viaggio in Scozia, prima puntata
SCOZIA

Scozia. Diario di viaggio, prima puntata

Dopo tanti articoli sull’Irlanda, torno con la mente un po’ indietro nel tempo, rileggendo il diario del nostro viaggio invernale alla scoperta della Scozia…

Viaggiatori: Elena, Giovanni, Silvia e Giulia
Periodo: una settimana a cavallo tra dicembre 2017 e gennaio 2018

PRIMO GIORNO

Il volo Milano – Edimburgo dura due ore e mezza e alle 10.15 ora locale atterriamo in terra scozzese. Prendendo il bus 100 Airlink, in circa mezz’ora raggiungiamo il centro. Sul bus, già le prime figuracce, con Silvia che inavvertitamente schiaccia più  volte il pulsante per chiamare la fermata! Alla fermata di Princess street, che corrisponde al centro città, scendiamo e cerchiamo un bus che ci porti alla “Casa di Sam”, che si trova in West Relugus road. Si tratta del nostro alloggio edimburghese, scelto su Airbnb, che consigliamo vivamente in quanto uno dei più economici trovati, perlomeno in quel periodo. Note positive: la bellezza della casa, la pulizia delle stanze, la comodità e gli accessori in dotazione (ci si sente decisamente a casa propria). Nota negativa: è lontana dal centro, distante da raggiungere a piedi ma ben servita dai bus (tranne che, come scopriremo, nel periodo di Capodanno…).

La casa, che a questo punto non siamo più sicuri sia di Sam, siccome troviamo una lettera infilata nella cassetta della posta indirizzata a Rhona McLeod and Hubby (quanto siamo curiosoni?!) , ci piace proprio un sacco: scalinata d’ingresso, cucina fornita, salotto accogliente, due camere da letto, una mansardina e due bagni, oltre a terrazzino e bel giardino!

Dobbiamo uscire a esplorare la città, ma ci verrebbe voglia di starcene un pochino a goderci casa di Sam, che nel frattempo esploriamo un po’ e in cui troviamo orecchini, occhiali, candeline, guide telefoniche, marmellate aperte…come se i proprietari ci avessero abitato fino all’altro ieri!!

Tramite di nuovo il pullman 41, torniamo in centro. Ci ispirano subito i mercatini di Natale: un villaggio con casette di legno decorate e tante giostre! Dopo aver fatto un giretto, decidiamo di mangiare qualcosa: Gio un panino e le ragazze un mix di patate, pancetta e cipolle.

Nel bel mezzo del luna park svetta il monumento a Scott, un’alta torre di pietra scura, 61 metri, dall’aspetto un po’ sinistro, dedicata all’autore scozzese Sir Walter Scott, sulla quale è possibile salire per ammirare il panorama.

Tutte le case qui, sia in centro che in periferia, sono di pietra. Questo grigio, però, non intristisce l’atmosfera, anzi, è molto elegante.

Edimburgo

Sì è fatta circa l’una: percorrendo un tratto di Royal Mile, il viale più famoso e frequentato della città, lungo circa un miglio scozzese, che collega il Castello di Edimburgo con Holyrood Palace, osserviamo le vetrine strapiene di kilt, gonnellini, borse e sciarpe scozzesi. Ci dirigiamo piano piano verso il Castello di Edimburgo, un’imponente struttura su più livelli che domina il panorama della città. Davanti, si trova l’Esplanade, enorme piazzale in cui tira un vento pazzesco! Finora c’e stato un pallido sole, ora invece oltre al vento gelido scende una pioggerellina.

Del castello visitiamo la Margaret’s Chapel, il cimitero dei cani dei soldati, i gioielli della corona, il museo delle armi, la Great Hall, le stanze del palazzo di Mary Stuard, il memoriale ai caduti in guerra, le prigioni.

Usciti dal castello è ormai buio ed è bellissimo voltarsi indietro e vederlo tutto illuminato di blu!

Ripercorrendo il Royal Mile iniziamo a notare le transenne che delimitano il percorso della Torchlight procession, che transiterà stasera. Si tratta di una delle tantissime iniziative che vengono organizzate per il Capodanno, che qui ha il misterioso nome di Hogmanay: la sera del 30 Dicembre, ogni anno, un fiume di persone percorre il Royal Mile portando fiaccole accese, in un’atmosfera a dir poco surreale!

Sono solo le 17.30 ma pensiamo di iniziare a cercare qualcosa per cena. È molto difficile trovare un posto perché i locali sono strapieni. Mangiamo da Makars Mash Bar lamb, chicken, rosti e sausage. Dopo cena, intorno alle 20, andiamo ad ammirare il corteo delle tantissime persone che percorrono il Royal Mile fino a Holyrood Palace con lunghissime torce infiammate. Scattiamo numerose foto, osserviamo qualche fuoco artificiale, mangiamo un cupcake e riprendiamo la via di casa, davvero meravigliati per quello cui abbiamo assistito!

Torchlight Procession, Edimburgo, Hogmanay, Capodanno

Abbiamo un momento di panico quando la porta non si apre, ma poi tutto fila liscio, entriamo in casa sperando di trovare un bel teporino, ma troviamo i termosifoni freddi. Pazienza, li alziamo, ci sciacquiamo e andiamo a letto, non prima di aver addossato le nostre infreddolite scarpe alla fonte di calore!

Scarpe ad Edimburgo

SECONDO GIORNO

Questa notte abbiamo dormito molto molto bene, avvolti nel leggero ma caldissimo piumone dei genitori Mc Leod e con la testa che sprofondava in due mega cuscinoni davvero comodi.

La sveglia suona alle 8, ma sentiamo subito un gran vento che agita energicamente le fronde spoglie degli alberi circostanti la nostra graziosa abitazione nel quartiere di Blackford. Infatti, affacciandoci ai finestroni della camera da letto, constatiamo le condizioni metereologiche avverse che ci attendono oggi…

Non ci facciamo spaventare dalla bufera e, confidando nella variabilità del tempo scozzese, ci vestiamo ed usciamo dirigendoci verso la fermata south Oswald road. Il bus 41 arriva in un attimo e facciamo il ticket “on board” (pagando in contanti esclusivamente in monete e rigorosamente della quantità esatta se no si perde il resto!).

Scendiamo alla fermata di Victoria street. Ci salta subito agli occhi il ristorante The Elephant house, locale nel quale J.K. Rowling ha steso gran parte del suo capolavoro Harry Potter.

Dopo aver esplorato un po’ la città, ci rendiamo conto come la Rowling non abbia dovuto fare grandi sforzi creativi per l’ambientazione! L’architettura dei palazzi, le finestre ad arco, gli autobus alti e stretti, i cimiteri, i nomi delle strade… ha semplicemente descritto i luoghi che vedeva tutti i giorni!

Ci salta all’occhio un localino grazioso ed entriamo per fare colazione. Non si rivela purtroppo niente di speciale, ma facciamo una buona colazione a base di pancake, french toast, e burrito, bevendo the caldo e latte speziato.

Incominciamo la visita delle eccezionali meraviglie che questa splendida città offre, partendo dal cimitero di Greyfrias. Davanti ad esso, come elemento simbolico, si erge la statuetta del cane Bobby, famoso per aver vegliato per 14 anni il padrone morto, davanti alla sua tomba.

Ci dilunghiamo poi a passeggiare per Victoria Street, la via che, si dice, ha ispirato la Diagon Alley potteriana: non si fatica certo a crederci, né tantomeno a voler infilare il naso tra le deliziose vetrine colorate finemente decorate.

Edimburgo, Victoria Street

Alle 11.30, andiamo alla messa anglicana nella cattedrale di S. Giles, bellissima, con belle colonne di pietra chiara, ma la funzione è un po’ noiosa e passiva: un continuo intervallarsi di letture (anche poemi) e lunghi canti.

Edimburgo, cattedrale S. Giles

Usciti, ci dirigiamo alla Camera Obscura, dove passiamo un paio di ore davvero divertenti, tra illusioni ottiche, giochi interattivi e labirinti di specchi. In cima, si trova la particolare invenzione risalente al 1800 con la quale, attraverso un gioco di specchi, la luce del sole permette di visualizzare su una tavola rotonda girevole praticamente tutta la città, compresi il castello, la cattedrale, Calton Hill, Arthur’s sit.

Ripercorriamo poi l’intero Royal Mile per andare a prendere l’afternoon tea dalla famosa Clarinda’s tearoom che tanto sognavamo…peccato che oggi, 31 dicembre, chiuda prima, e rimaniamo fregati. La cameriera però evidentemente ci vede infreddoliti e dispiaciuti, perché, incredibilmente, esce per regalarci una fettona di torta e due grossi scones! Andiamo a mangiarli prendendo un tè da un vicino Starbucks…e quanto sono deliziosi!

Costeggiamo il parlamento scozzese, brutta struttura moderna, e ammiriamo infine l’Holyrood palace, residenza della regina quando è in città.

Edimburgo, Holyrood Palace

Da qui, saliamo su Calton Hill, dalla quale si vede davvero uno sbalorditivo panorama sulla città, dal mare del nord sulla destra, al castello adagiato placidamente sulla sua roccia, ai palazzi illuminati.

Quassù ci sono l’osservatorio e vari monumenti, tra cui le particolari colonne che avrebbero dovuto riprodurre il Partenone, progetto miseramente fallito.

Calton Hill, Edimburgo

Ridiscendiamo dalla collina e passeggiamo per la lussuosa George street. Il freddo però è praticamente insopportabile, quindi passiamo un’ora a inseguire possibili bus, fermare taxi per chiedere tariffe, pensare se tornare a casa di Sam o restare in centro, rimuginare se andare a piedi fino là o prendere un mezzo, ma no, restare in un bar, si, ma a fare cosa, si, ma fa troppo freddo, è così via…

Il problema è la festa Hogmanay, per la quale alcune strade sono chiuse ed il traffico è deviato. Ci risolviamo a prendere un taxi per 15 pound, e alle sette siamo alla nostra accogliente casetta. Mettiamo su un the, che ci beviamo scrivendo il diario e guardando Mamma ho perso l’aereo, placidamente seduti sul divano! Casa tiepida, luci soffuse, film natalizio, tazza fumante, morbidi cuscini scozzesi… il massimo dell’atmosfera invernale!

Alle nove, usciamo di nuovo per raggiungere il ristorante messicano Las iguanas, che abbiamo prenotato. Purtroppo, la faccenda è più complicata del previsto: di autobus nemmeno l’ombra, così ci incamminiamo a piedi. Un signore di passaggio ci bofonchia qualcosa a proposito della vana speranza di veder arrivare un pullman.

Per le dieci siamo puntualmente a tavola. Ordiniamo Fiesta Ensalada, patate, due taco e Veggie chillie. Per ingannare l’attesa leggiamo su internet alcune barzellette scozzesi che deridono tutte l’avarizia di questo popolo. Dopo più di un’ora, arriva la cameriera dicendoci in mille parole che il chillie di Elena è bruciato (effettivamente qualche minuto prima avevamo sentito uno strano odorino). Mentre cambiamo l’ordinazione il grande Gio si lamenta dell’attesa, e in capo a pochi minuti arriva tutto, molto buono, e il conto… è dimezzato (paghiamo 38, ci hanno scontato ben 30 sterline)!!! Alla faccia del costoso cenone di Capodanno! 🙂

Usciamo al pelo per ammirare i fuochi artificiali sparati dal castello: davvero belli! Benvenuto 2018!

Torniamo a casa, di nuovo a piedi, e per l’una siamo dentro al calduccio. Dormiamo saporitamente fino al suono della sveglia alle 8.30.

TERZO GIORNO

Speriamo di nuovo che passi il nostro bus 41 ma il passaggio del solito signore ci fa immediatamente capire che è meglio incamminarci buoni buoni a piedi. E’ davvero una frizzante e splendida mattinata. I palazzi letteralmente baciati dal sole spiccano contro il cielo azzurro che è una meraviglia!

La destinazione di questa mattina è il Dean Village. Ci fermiamo alla Patisserie Maxime per la colazione: scones con marmellata e Benedict Egg. È il primo dell’anno così ce la prendiamo comoda.

Il Dean Village è un pittoresco villaggio. In passato era un paese a sé, ricco di mulini, in cui vivevano operai. Passeggiamo nel suggestivo cimitero, sul ponte e tra le graziose case. Ci piace molto il Well Court, cortile interno completamente circondato di case in pietra rossa, dove i panni vengono stesi ad asciugare. Dato che al momento non ce n’è nessuno… ci appendiamo noi per qualche foto!

Percorriamo poi Water of Leith Walkway, stradina che costeggia il canale (piuttosto marroncino) e che, in un’ora abbondante ci porta al porto. La prima parte è la più bella, poi il percorso diventa un po’ monotono e fangoso. Purtroppo, quasi all’arrivo, si mette a piovere abbondantemente, e in capo a poco siamo belli bagnati. Inoltre, il Royal Yacht Britannia, che avremmo desiderato visitare, è chiuso, quindi prendiamo praticamente subito il bus. È l’unico pullman che riusciremo a trovare in questa lunga giornata.

Per asciugarci e scaldarci un po’ andiamo al National Museum of Scotland. È bellissimo come architettura e pieno zeppo di sale gremite di tutto e di più: ossa di dinosauri, animali impagliati, esperimenti scientifici, mezzi a motore, esposizioni su tutti i temi. Sgranocchiamo due patatine e giriamo per le sale, ma non come il museo meriterebbe. Infatti, è così grande e ben tenuto, oltre che gratuito, che meriterebbe una visita più approfondita… ma noi siamo così stanchi dopo tutti quei km fatti a piedi, e così infreddoliti che tagliamo corto e visitiamo alla veloce tutte le sale.

National Museum of Scotland

É il momento dei regali: di nuovo sul Royal Mile, entriamo e usciamo da tutti i negozi di souvenir, che stanno per chiudere… dopotutto, sono già le 17!!! Cerchiamo sciarpe rigorosamente di cachemire e rigorosamente scontate, calamite, gonnelline di tartan, biscotti al burro. Ad ogni negozio cerchiamo di rifilare le numerose 50 sterline che quasi nessuno accetta perché vecchio stampo…

Ceniamo scozzese alla Royal Mile Tavern (che consigliamo), dove prendiamo soup, patate, salmone e purea, e finalmente i nostri eroi assaggiano l’Haggis: ovviamente non ci ispira tanto, quindi la regola è che “Haggis che cade, è Haggis che resta sul piatto”! La taverna è tipica, buia e molto calda. Soddisfatti, andiamo altrove alla ricerca del dolce. Ormai sono le otto, e le pasticcerie sono chiuse. Capitiamo purtroppo da Belushi’s e ordiniamo gli unici due dolci, fior fiore della cucina della casa: cookie con cuore al cioccolato caldo che si appiccica ai denti, e waffle, gelato alla vaniglia… e bacon salato! Che delusione! Noi che di solito facciamo a gara per raccogliere le briciole, ora facciamo fatica a mandar giù le nostre cucchiaiate.

Corriamo poi all’appuntamento con Scozia tour, accanto alla Cattedrale St. Giles, dove c’e già un nutrito gruppo di italiani che aspetta l’inizio del Tour dei fantasmi. Partecipante più fastidioso: Michael, che, col suo modo di fare noioso e saputello, riesce a spazientire anche Sara la guida, oltre che ad accecarci varie volte con la torcia!

Il giro dura più di due ore ed é proprio avvincente! Facciamo tappa su vari punti del Royal Mile, all’interno di un gelido Close (qui Michael è convinto che l’abbassamento della temperatura sia effetto di uno spettro), dentro un cimitero, per parlare dei ladri di cadaveri, approfondendo la storia vera di Burke e Hare, che da ladri divennero veri e propri omicidi seriali che vendevano a caro prezzo i corpi delle loro vittime a docenti di anatomia per le dissezioni scientifiche. Il tour termina su per Calton Hill, da dove questa volta ammiriamo il panorama con la luna piena!

Sara ci descrive con passione la vita in città nel Medioevo, piccola, buia, sporca, malsana e violenta, le crude esecuzioni pubbliche dei condannati (spesso per cose di poco conto), oltre che vari aneddoti sulle apparizioni di spettri e fantasmi. Infatti, gli abitanti di Edimburgo, data la loro storia travagliata, ancora oggi credono fortemente in questi fenomeni. Addirittura é presente in città l’Università del paranormale!

Presumiamo che la solfa pullman sia la solita… e infatti nessun 24 o 41 a disposizione. Prendiamo quindi un taxi e stanchi morti intorno alle 23.30 ci infiliamo nella calda casetta per una bella doccia!

Panorama di Edimburgo da calton hill

18 commenti

  • Sognando Viaggi

    Forse te l’ho già detto, ma te lo ripeto…La Scozia è un sogno che inseguo da anni! Sono super curiosa di leggere le altre puntate del vostro viaggio. Sono stata molto vicina a prenotare per Edimburgo, poi all’ultimo momento avevo scelto Copenaghen…ma purtroppo per via del coronavirus siamo stati costretti a rinunciare 🙁 Mi consolerò leggendo i tuoi racconti, come sempre splendidi!

    • viaggiodolceviaggio

      Caspita, che peccato! Fascinosissima Edimburgo, ma specialissima anche Copenhagen! Vi sarebbe piaciuta molto, ne sono sicura… speriamo solo di poter tornare presto alla normalità…e nel frattempo continuiamo a ‘sognare viaggi’ e a farci sognare gli uni gli altri con i racconti dei nostri blog!

  • Elena

    Che bello leggere il favoloso viaggio che avete fatto…in questo momento c’è anche un po’ di tristezza perché ci sembra di non essere più liberi di viaggiare e di vedere posti così belli!! Edimburgo ha veramente un gran fascino descritto così bene da te come sempre!

    • viaggiodolceviaggio

      Vero: in questi giorni sembra che tornare indietro nel tempo con i ricordi sia l’unico modo per viaggiare…

  • Beatrice

    Che bello Elena, sembra di essere li con voi! Non sono mai stata in appartamento ad Edimburgo, viaggiando da sola non è molto conveniente, però l’idea di poter tornare a casa al calduccio dopo una giornata invernale di esplorazione mi attira un sacco! Ho adorato Edimburgo con l’atmosfera natalizia ma non ho mai avuto occasione di visitarla per Capodanno (putroppo non posso proprio avere ferie al lavoro in quel periodo!). Al Royal Mile Tavern ci ho cenato anche io, mi è piaciuto e sono perfino riuscita ad assaggiare la specialità della casa come dessert: il mars fritto! 😛

    • viaggiodolceviaggio

      Caspita, come ho potuto perdermi un dolce ‘tipico’ così da acquolina in bocca…!? 🙂
      Confermo, il fascino di avere un intero appartamento a disposizione in città ha un fascino tutto particolare!

  • L'OrsaNelCarro Travel Blog

    Una Edimburgo da manuale Elena! Con in più la chicca della serata a casa a guardare un classicone natalizio come Mamma ho perso l’aereo! *__* Questa processione tradizionale con le fiaccole di fine anno è fantastica, io mi sarei emozionata (ma non lo dire in giro) 😉
    Ti abbraccio dalla mia tana… 🙁

    • viaggiodolceviaggio

      La torchlight procession, infatti, è stato un evento che ci ha emozionati, zittiti e lasciati a bocca aperta per un bel pezzo… Lontana dalle frenesie di un classico Capodanno (Hogmanay prevede anche feste di quel tipo, eh, ma non fanno per noi!), ci ha decisamente colpito!

  • Silvia - The Food Traveler

    Da quanto tempo non vado a Edimburgo! Una volta tra l’altro siamo stati anche noi in un B&B un po’ fuori mano e in effetti era un po’ scomodo (e sicuramente non era bello come la casa di Sam).
    Al Dean Village non sono mai stata, e non ho mai nemmeno visto la città nel periodo di Natale e Capodanno, cosa che mi ispira molto. Ma quello che mi ispira ancora di più è il tour dei fantasmi: fa proprio al caso mio, anche se poi la notte non riuscirei a chiudere occhio 😱

    • viaggiodolceviaggio

      Il tour dei fantasmi veramente azzeccato: temevo potesse rivelarsi un po’ una sciocchezza, invece era ricco di aneddoti simpatici relativi a visioni e strani incontri realmente documentati, ma anche di accenni storici che mi hanno colpita, primo tra tutti la storia vera dei ladri di cadaveri a fini scientifici…

      • Silvia - The Food Traveler

        Sì, ho sentito parlare di quella storia dei ladri di cadaveri! Ma se sono fatti bene questi tour possono essere molto interessanti. Io a Londra anni fa avevo fatto quello di Jack Lo Squartatore e la nostra guida era stata davvero brava.

  • valekappa90

    Che sogno rivivere Edimburgo in questo tuo articolo! Mi sembra di essere stata lì con voi! <3 Quando ci torno voglio assolutamente fare anche io il tour dei fantasmi!!

    • viaggiodolceviaggio

      Davvero una bella iniziativa, gestita seriamente, ricca di curiosità, e che dà quel tocco di brivido che sta così bene in una città come Edimburgo!

  • Jessica

    Che bel racconto dettagliato, proprio come piace a me! 😊 Edimburgo dev’essere davvero suggestiva in inverno. Da grandissima fan di Harry Potter mi ispirano tantissimo le sue vie, soprattutto Victoria Street. Non vedo l’ora di poterla visitare!

      • Jessica

        Per ora è tutto in standby perché il volo non è rimborsabile a meno che non lo annulli la Ryanair… E a questo punto spero lo annulli, perché vorrei evitare di fare una vacanza con restrizioni 😅

      • Jessica

        Per il momento siamo in standby, perché il volo non è rimborsabile a meno che non lo annulli la Ryanair. E a questo punto spero lo annulli, perché vorrei evitare di fare una vacanza con restrizioni 😅

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