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BELGIO

Belgio. Diario di viaggio tra Bruxelles, Gand e Bruges

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Ecco il diario della nostra settimana trascorsa in Belgio, alla scoperta di tre meravigliose cittadine diverse tra loro: Bruxelles, moderna e dinamica, Gand, elegante e raffinata, Bruges, romantica e fiabesca.
Viaggiatori: Elena e Giovanni
Periodo: nove giorni a cavallo tra il 2014 e il 2015

PRIMO GIORNO

Dopo meno di un’ora e mezza di volo, eccoci atterrati su suolo belga!

Con i biglietti prenotati online, saliamo sullo shuttle che in un’ora circa ci porta a Gare du Midi. Non troviamo la metro e quindi perdiamo un po’ di tempo, ma per le 12.15 riusciamo a scendere ad Art Loi, percorriamo un tratto a piedi e raggiungiamo il nostro hotel.

Lo esploriamo come sempre per benino, poi usciamo. Percorriamo Rue du Loi, la nostra via, dove incontriamo anche il Parlamento belga. Proseguiamo verso il centro, dove giriamo un bel po’ senza una vera meta, ammirando le belle case, le vie e le piazze.

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Sosta-panino, e poi ripartiamo. La pioggia del mattino si è subito tramutata in neve e grossi fiocconi scendono dal cielo. Fa proprio un freddo cane! Constatiamo quindi di essere stati fortunati ad avere un primo scorcio della città sotto la neve… ma siamo contenti che le previsioni per domani diano cielo sereno, perché è impossibile con questo gelo e tutti bagnati fare foto o aprire guida e cartina!

In un paio di piazze ci sono numerosi chioschetti e mercatini che vendono prodotti di artigianato e prelibatezze.

Tantissime sono le cioccolaterie, quasi una vetrina sì e una no! Ci incantiamo davanti a tutte quelle praline che sembrano deliziose! Entriamo da Neuhaus, dove ci viene addirittura offerto un calice di champagne. Dopo aver girato un bel po’, chiediamo se è possibile comprare solo due cioccolatini… ma evidentemente sbaviamo talmente tanto davanti a quelle prelibatezze, e ci mettiamo così tanto tempo per scegliere quali vogliamo, che il commesso ce li regala!

 

Non ne possiamo più dal freddo, così ci chiudiamo in una birreria e assaggiamo la Gueuze Boon.

Aspettiamo le 19, ora in cui abbiamo deciso di andare a messa alla Chapelle de Madeleine. È lunghissimissima, tutta cantata, strofa per strofa, in francese. Però, è un’ora rinvigorente, perché ci appostiamo vicino alla fonte di calore, stendiamo giacche e guanti fradici e finalmente ci scaldiamo!

Passando per la Grand Place, restiamo incantati: ogni lato della piazza è circondato da palazzi meravigliosi, non abbiamo mai visto una piazza più maestosa! Adesso che è buio, è ancora più bella: ogni palazzo è elegantemente illuminato da luci rosse, gialle, viola, blu, e una musica di carillon invade l’aria, ancora densa di neve. L’atmosfera è incantevole. Fiabesca.

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Per cena, troviamo un dedalo di vie zeppe di ristorantini acchiappa-turisti, con butta-dentro egiziani e turchi (supponiamo) che propongono menu con piatti tipici. Per 30 €, prendiamo due menu: insalata e crocchette di formaggio come antipasti, pollo grigliato e cozze con patatine come piatto principale e due deliziosi waffle come dessert.

A piedi, trottando per il freddo, in una ventina di minuti ritorniamo in hotel.

 

SECONDO GIORNO

Dopo una bella dormita, scendiamo a colazione, che è enorme: salsiccette, patate, pomodori, funghi, affettati, bacon, omelette, formaggi, varie salse, pesce, yogurt, cereali, frutta, pane, marmellate, varie brioches, bevande calde e anche una bella macchina che prepara spremute d’arancia!

Satolli, corriamo verso la stazione centrale, dove prendiamo il treno per Gand (Gent in fiammingo). Dopo circa 40 minuti, scendiamo a Gand-S. Pierre.

Oggi il cielo è azzurrissimo, ma, se possibile, fa ancora più freddo di ieri!

Il centro storico è bellissimo: vediamo il municipio (Stadhuis), la cattedrale di Saint Nicolas, la torre dell’orologio (Beffroi)… ma forse ciò che è più bello, sono le semplici case, tutte allineate e adorabili, coi loro tetti spioventi o a forma di scaletta.

 

A questo punto siamo troppo infreddoliti, perciò cerchiamo uno Starbucks con wifi per scaldarci.

Tornati in strada, proseguiamo il giro, scoprendo scorci ancora più belli: stradine deserte e file di case che si specchiano nei canali.

 

Gand Gent BelgioGand Gent Belgio

Giriamo parecchio, senza poter entrare nelle cattedrali perché sono chiuse. Gand è una città davvero maestosa: in un unico colpo d’occhio, in un’unica foto, possiamo racchiudere tre, quattro, cinque enormità, imponenti chiese e maestosi palazzi, costruiti l’uno a fianco dell’altro!

 

Il freddo è davvero esagerato, non ne possiamo più, perciò ci infiliamo in una brasserie con prezzi abbordabili alle 17.30, per la cena! Prendiamo un croque monsieur e un’omelette al prosciutto, serviti con insalata e l’immancabile pane e burro.

Restiamo ancora un po’ a chiacchierare e a scaldarci, facciamo un ultimo giro tra le bancarelle, ci appassioniamo di cuberdon, le tipiche caramelle viola a forma di cono, dure e zuccherose fuori, gommose e sciroppose dentro, e ci dirigiamo a piedi verso la stazione.

 

Prima delle 21 siamo già in hotel, distrutti e infreddoliti.

Ad attenderci, però, una bella sorpresa: finalmente trovo una lettera di mia sorella tra le maglie (mi chiedo se lei abbia trovato la foto che io ho messo tra le sue…) e un bellissimo regalo da parte sua: un buono per una golosa merenda da Lilicup!

Non ci resta che andare a cercarlo!

 

TERZO GIORNO

Stamattina sveglia alle 8, colazione abbondante e usciamo. Ci dirigiamo verso il centro passando per il Brussels Park. All’ufficio informazioni, facciamo la Brussels Card, che per 72 ore (a 43€) ci darà diritto all’ingresso ad alcuni luoghi che ci interessa visitare e libero accesso ai mezzi pubblici. Aspettiamo parecchio il bus 250 che ci porta a Meise, un paese a 3 km a nord di Bruxelles, dove vogliamo visitare il giardino botanico.

Purtroppo, forse per la stagione, non tutto è aperto e molti angoli (come quello delle piante mediterranee) risultano incolti.

Però, siamo gli unici due visitatori, quindi l’atmosfera è molto romantica. Ci piace soprattutto il paesaggio innevato, il castello che si affaccia sul laghetto ghiacciato (che meditiamo di calpestare) e le tante specie di piante provenienti da tutto il mondo. C’è anche una grande serra divisa in zone climatiche.

 

Torniamo in bus verso la città e ci fermiamo all’Atomium, grande costruzione formata da 9 sfere di 18 m di diametro disposte come un atomo, costruita per l’Expo del 1958.

 

L’esterno ci entusiasma, ma purtroppo potevamo evitare di visitare l’interno (16€) e le sue esposizioni che troviamo poco interessanti. Alle 16 circa prendiamo la metro fino alla periferia della città e troviamo, come promesso dalla guida, lo spaccio della cioccolateria Neuhaus. Quale dolce sorpresa per i nostri occhi e i nostri pancini vuoti dall’ora di colazione vedere che ogni singola tipologia di cioccolatino e pralina è a nostra disposizione per assaggio e scorpacciata!!! È un paradiso! Dobbiamo assaggiare tutto!

Il trapezio ripieno di lampone è divino e i tartufini al pistacchio deliziosi! Io incrocio a più riprese un uomo ricciolino all’angolo dei biscotti!

Iniziamo a sentire un po’ di mal di pancia, così ci decidiamo a tirare le somme: usciamo con 3 kg di cioccolatini assortiti (40€) e con le tasche piene di quelli che non abbiamo più avuto la forza di assaggiare!

Siamo soddisfatti: porteremo a casa dei graditi regali!

Il cioccolato pesa parecchio, così decidiamo di andare ad appoggiarlo in camera, tanto adesso abbiamo i mezzi gratuiti.

Prima di cena, vogliamo ancora fare a piedi uno degli itinerari che avevamo predisposto. Partiamo dalla piazza di Mont des Arts, passiamo per Notre Dame de la Chapelle, per le bellissime ed eleganti piazze di Sablon (Grand Sablon e Petit Sablon), divisa dalla maestosa chiesa Notre Dame du Sablon, per il palazzo d’Edgmont e per Place Royale, con il grande Palace Royal, con un enorme albero di Natale nel giardino.

Passando davanti a Saint Michel, che ci ricorda il davanti di Notre Dame de Paris, ci dirigiamo a cena.

 

A piedi, con calma e chiacchierando, torniamo al nostro Thon.

 

QUARTO GIORNO

La giornata di oggi si prospetta densa di cose da fare. Per prima cosa, ci dirigiamo al Parlamento europeo, che non dista molto da casa. Visitiamo il Parlamentarium, ovvero la struttura aperta ai visitatori, che illustra la storia, passo per passo, dell’unione degli stati europei dopo le guerre.

Bisognerebbe restare dentro per un’intera giornata per imparare tutto quello che c’è da imparare!

La modalità con cui è strutturato è moderna e interattiva: ognuno ha uno strano iPod come guida, da posizionare su determinati simboli in corrispondenza di certi contenuti che, di volta in volta, appaiono sottoforma di testo, audio, video o schermo interattivo. Ogni cosa è cliccabile, ascoltabile, guardabile e leggibile!

 

Vorremmo dedicarvi più tempo, ma il programma della giornata è ancora ampio.

Seconda tappa è il Museo delle Scienze naturali, poco distante. Anche questo è enorme, e alcune aree le visitiamo alla veloce. Gli argomenti sono: i minerali, i dinosauri (grandiosi), gli animali imbalsamati, la biodiversità, gli insetti, i fossili, la storia evolutiva.

 

Terzo museo che visitiamo è il  MIM, ovvero il museo degli strumenti musicali. Anche qui ci viene consegnata un’audioguida. La cosa particolare è che basta avvicinarsi alla teca contenente un certo strumento per sentirne il suono. Ci si sposta quindi da uno strumento all’altro, tra una musica e un’altra.

È giunto il momento di fare merenda, quella promessa, e promossa, da Sissi!

Cominciamo allora l’itinerario di Ixelles e Saint Gilles, passando per  Porte de Hal, Bruggmannplein, Place du Chatelain e ovviamente gustando un cupcake alla rosa, morbidissimo e delizioso, da Lilicup!

Meditiamo di andare alla Basilica del Sacre-Coeur, ma è lontano e ci perdiamo un po’ con i trasporti, così desistiamo.

Torniamo in centro per la cena. Accettiamo un consiglio e andiamo da Amadeus: per 40 € mangiamo un enorme piatto vegetariano con tortino di verdure, frittellona di verdure, hamburger di legumi, insalata e patate al cartoccio, e ‘ribs à volontè’, costine a volontà!

 

Pienotti e soddisfatti, facciamo ancora due passi e ce ne andiamo a dormire.

 

QUINTO GIORNO

La mattinata di oggi è purtroppo un po’ sprecata. Viaggiamo infatti un bel po’, sia coi mezzi che a piedi, per andare a vedere il parco e il castello di Laeken, residenza estiva dei reali, con le serre, il padiglione cinese e la torre giapponese. Purtroppo, è tutto chiuso e dobbiamo rinunciare.

Tornati in centro, facciamo un salto al museo del fumetto MOOF, che propone riproduzioni dei personaggi dei Puffi, Asterix e Obelix, Batman, Tin Tin e altri a noi sconosciuti.

Da lì, ci rechiamo nei dintorni della Grand Place e visitiamo il Cocoa and Chocolate museum, dove vediamo come si preparano le praline di cioccolato, che poi ovviamente assaggiamo.

 

Dopo il cioccolato, la birra! Entriamo nel Brewer Museum, di per sé nulla di speciale, ma ci permette di sperimentare il nostro inglese cercando di tradurre le spiegazioni su come si prepara la birra, come si serve e le sue classificazioni. L’assaggio è incluso.

Usciti, decidiamo di andare a visitare il parco Reine Verte, un parchetto nella periferia nord della città, caratteristico per essere uno dei pochi parchi urbani. Infatti, è circondato da campetti e muri e si sviluppa in altezza, salendo nella zona alta del quartiere settentrionale di Bruxelles.

Ci dirigiamo quindi verso il centro ed incontriamo il Botanique, dove assaporiamo due raggi di sole, e proseguiamo verso il quartiere europeo, dove vediamo l’Autoworld, il museo delle auto, e il parco du Cinquantenaire, che celebra l’indipendenza dall’Olanda (1830). Giriamo ancora un po’ incontrando la Commissione europea, uno dei tre organi, che si occupa di far eseguire e promulgare le leggi. L’edificio ha una pianta a croce e si sviluppa su 18 piani.

 

Tornati in hotel, stampiamo il check-in di ritorno… ed essendo Capodanno, stappiamo un Crèmant de Bourgogne Brut, da gustare con patatine ai quattro legumi e salse trafugate a colazione.

Alle 21.30, ri-usciamo in strada. Molti ristoranti espongono il cartello ‘completo’ e anche la via dei turchi è passata dall’avere i menu da 12 e 15€ a 50 (con gli stessi identici piatti!).

Perciò, lasciamo perdere la cena e giroliamo. Il centro si sta riempiendo di gente, soprattutto nella piazza della Bourse e dintorni. Inizia a scoppiare qualche petardo e a sentirsi della musica.

A mezzanotte, i fuochi verranno sparati da Place Brouckere, quindi iniziamo a dirigerci lì. È strapieno di gente, siamo tutti ammassati. Alcuni maxischermi trasmettono ciò che avviene sul palco e il conto alla rovescia. Non ci sembra possibile possa esistere così tanta gente!

 

Finalmente, scocca la mezzanotte e con lei i bellissimi fuochi d’artificio, proprio davanti a noi.

Intorno alla mezza cominciamo a dirigerci verso casa, ma impieghiamo un sacco per percorrere pochi metri, dalla gente che c’è!

Alle 2 riusciamo finalmente ad andare a nanna!

 

SESTO GIORNO

Il programma della mattinata prevede di visitare i due grandi parchi alla periferia sud della città.

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Dalla nostra fermata di Maelbeek raggiungiamo il capolinea, poi prendiamo un tram per raggiungere il parco Tournay-Solvay. Ovviamente, sarebbe tutta un’altra cosa in primavera, ma anche adesso ha il suo fascino.

Ci piacciono soprattutto i laghetti e gli stagni ghiacciati.

A piedi, attraversando a lungo la Forest Sonian, arriviamo a Bois de la Cambre, un altro grande parco con ampi prati verdi e tranquille stradine. C’è anche un laghetto semighiacciato con al centro un isolotto con uno chalet ristorante. È molto bello e ci sono molte persone che passeggiano e bambini che giocano.

 

Però, tira una forte aria, quindi decidiamo di tornare al centro in tram. Peccato che la prima fermata che troviamo sia a più di 50 minuti a piedi!

Arrivati finalmente in città, ci fiondiamo nella Waffle Factory e facciamo merenda con due waffle Liege (preparati su una piastra con un impasto lievitato, a differenza dei waffle Bruxelles, preparati con un impasto liquido) impiastricciandoci tutti.

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Andiamo poi a vedere con  la luce del sole i luoghi visti ieri sera al buio e in mezzo alla folla: Place Chaterine, Place Brouckere, Manneken Pis e dintorni.

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Soprattutto la prima è bellissima, piena di chioschetti con begli oggetti regalo e con profumini appetitosi.

Decidiamo di tornarci con calma dopo la messa, che abbiamo trovato alle 17 nella chiesa di S. Nicolas. Questa volta è molto più breve, ma non ci è possibile riscaldarci almeno accanto ai lumini, perché una signora con non sappiamo bene che ruolo, ci spedisce a sedere!

Tornati in Place Chaterine, prendiamo un piatto di Crozyflette. Sono preparati in enormi padelle e sono deliziose: un misto di patate, cipolle, formaggio, pancetta. Dobbiamo mangiarlo lì all’aperto ma è talmente buono e bollente che ci scalda un po’!

 

Continuiamo a girare per le vie per un bel po’, consapevoli che è l’ultima serata a Bruxelles,  solo che fa tanto freddo, ma proprio tanto, e tira un vento tagliente.

In più, ci siamo tirati un po’ il collo e abbiamo gambe e piedi doloranti. Perciò decidiamo di mangiare un boccone e di andare a dormire. Mangiamo in un posto belga chiamato Brueghel un piatto di moules e uno di croque monsieur, con un assaggio di cinque diverse birre. Paghiamo 32 € …e filiamo dritti a casa, a preparare la valigia.

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SETTIMO GIORNO

Questa mattina andiamo alla Central station e prendiamo il treno che ferma a Gand, Bruges (o Brugge) e poi arriva fino alla costa, ad Oostende a 13 km da Bruges.

In 1 ora arriviamo a Bruges e la prima impressione è subito ottima! Le viuzze strette, le casette deliziose, i canali… in più, il cielo è azzurrissimo e fa un bel contrasto con il color mattone delle case. Ci dirigiamo verso il nostro Bed and Breakfast t’Walleke.

Passeggiamo un po’ senza una meta finché incontriamo un bellissimo luogo verde con tante collinette sormontati da mulini a vento. Restiamo a prendere qualche raggio di sole (e di aria!).

 

 

Bruges Belgio

Per cena, andiamo nel locale consigliatoci dalla signora del b&b: Ganzenspel. Infatti ci aveva detto che Bruges è una città piuttosto cara, ma che lì avremmo trovato da mangiare sui 10€. Difatti è così: il piatto del giorno costa 10,50€: quello di pesce è merluzzo con insalata, salsa e riso, quello di carne è pollo, insalata, salsa e patate. In più, prima ci hanno portato un piatto offerto di soup. Usciti in strada, ci smezziamo ancora un waffle e continuiamo a camminare, ripassando i fondamenti del francese che sto cercando di imparare (per ora solo verbo essere, avere e giorni della settimana, rigorosamente solo pronunciati) e raccontandoci le avventure dei libri che stiamo leggendo, di Becky, di I love shopping, e di Maggie, di Miss Alabama!

Andiamo alla ricerca dei canali, ma cominciamo a temere che il Pinguino Delonghi li abbia asciugati, quando vediamo il flessuoso collo di un cigno sbucare da sotto un ponticello.

Possiamo quindi andare a dormire con, negli occhi, la meravigliosa immagine di casette dai tetti aguzzi di mattoni rossi che si specchiano nell’acqua.

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OTTAVO GIORNO

Andiamo a fare colazione alle 9 come stabilito. A tavola ci siamo tutti: noi due, una coppia di danesi e una di francesi.

Ci sono fette di formaggio e di salumi, pane, brioches, marmellate, succo, caffè latte e la mia nuova scoperta: lo Speculoos, una sorta di crema spalmabile a base di biscotti. Strana e cicciosissima, ma buona! Da quello che abbiamo capito è stato inventata in un programma televisivo!

Purtroppo stamattina ci siamo svegliati con il ticchettio della pioggia sui vetri…che delusione!

Perdiamo un po’ di tempo portandoci avanti e sistemando le valigie e poi usciamo, dopo aver letto le descrizioni della città fatte dalla guida che abbiamo stampato. Camminiamo per ore, visitando tutto il centro storico della città, con le sue vie acciottolate e i suoi innumerevoli ponticelli.

 

Bruges BelgioBruges BelgioBruges Belgio

Percorriamo la via dello shopping, visitiamo le chiese di S. Salvator, S. Anna, St. Jacob, Nostra Signora. Quest’ultima, contiene la statua di Michelangelo della Madonna di cui si parla anche nel film Monuments men.

Ci lasciamo attirare dai profumini provenienti dalla Markt (la piazza principale, con la torre Belfry)e pranziamo con dei frittissimi churros.

Continuiamo a camminare e incontriamo innumerevoli negozi di cioccolato e birre, birre e cioccolato, ovunque. Sembra che qui tu non debba far altro che mangiare!

Il tutto quanto fin ora raccontato, rigorosamente sotto la pioggia battente ed incessante…

Andiamo ancora a visitare la bellissima Basilica del Sacro Sangue, dove è contenuta una reliquia con il sangue di Gesù presa da Giuseppe d’Arimatea. Restiamo dentro un bel po’, però siamo bagnati fradici e capiamo che non possiamo tirare dritto fino a stasera. Perciò facciamo una capatina a casa per asciugarci un po’ e rinvigorirci con tè caldo e biscotti.

Bruges Belgio

Più tardi, ancora una passeggiata tra i canali, che ci piacciono sempre di più! Per cena, ci affidiamo di nuovo a un menu, ormai ci siamo affezionati! I singoli piatti costano dappertutto dai 17 ai 30€… noi con un menu da 16€ mangiamo: soup al pomodoro, bistecca/pesce con spaghetti e tiramisù.

Siamo sempre riusciti a contenere i costi mangiando bene e assaggiando cose nuove: siamo soddisfatti!

Parliamo al telefono con le mamme e ci facciamo un’ultima foto romantica sul canale, davanti ad un edificio bellissimo e ben illuminato, come un po’ tutti, qui, notiamo, che  grazie ad una sapiente illuminazione risaltano proprio al meglio!

Torniamo a casa, beviamo ancora un tè e un po’ rattristati passiamo l’ultima notte belga.

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NONO GIORNO

Stamattina abbiamo chiesto la colazione per le 8.30 per poter approfittare del sole per tutta la mattinata. Ci dirigiamo sicuri verso il punto in cui si sale su una delle barchette per fare il giro dei canali. Purtroppo, vediamo tutto chiuso, e anche dirigendoci verso gli altri punti, niente da fare. Ci rimaniamo parecchio male: dopo il grigiore di ieri, oggi sarebbe stata la giornata perfetta…

Quindi giroliamo mestamente senza una meta e poi, verso mezzogiorno, torniamo al b&b a prendere le valigie e ci dirigiamo a piedi verso la stazione, fermandoci prima in due tappe: il monastero delle benedettine, un tempo delle beghine, e nel piccolo parco Minnewater.

 

Pian piano, ci avviamo verso il bus Flibco (17€) che alle 14 partirà per portarci a Charleroi. Alle 16 arriviamo all’aeroporto. Condividiamo delle patatine circondati da tre diverse squadre di calcio belghe su cui cerchiamo informazioni su Wikipedia.

Alle 19 l’aereo parte, e un’ora e cinque minuti più tardi atterra. È stato bellissimo vedere tutto il tempo mille lucine in mezzo al buio.

A Bergamo, un’ultima pizza, per tentare di prolungare ancora un briciolo la vacanza…che però ormai è proprio finita.

Credo mi tocchi concludere esattamente come un anno fa: non bisognerebbe far altro che viaggiare!

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