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New York seconda puntata
NEW YORK

New York. Seconda puntata

TERZO GIORNO

La seconda puntata del diario di viaggio a New York… se ti sei perso la prima, ecco qui!

La sveglia suona inaspettatamente prestissimo, infatti Gio si era dimenticato di togliere quella relativa ai giorni di lavoro! Nonostante ciò, decidiamo di non aspettare molto ad alzarci e per le 7.30 siamo già pronti, in pista. Iniziamo al meglio la giornata con lo scatto di bellissime foto dal tetto del nostro albergo.

Siamo eccitati, perchè oggi vedremo la Statua della libertà da vicino e faremo un bel giretto in battello sul fiume Hudson.

Così, carichi come molle, prendiamo la linea N gialla fino alla coincidenza con la verde 4-5 (59th st Lexington Ave) e ci dirigiamo in direzione Downtown verso Lower Manhattan. Scendiamo al piccolo parco Bowling Green, vicino a Wall street, per raggiungere Battery Park, dal quale partono i traghetti per Liberty ed Ellis Island.

Con nostra grandissima sorpresa,  anche se effettivamente sarebbe stato strano il contrario, ci troviamo di fronte una folla impressionante, in una lunghissima coda. Cominciamo a chiedere info alla security, ma nulla di buono ci aspetta… rimaniamo in fila per oltre un’ora e mezza per ottenere solamente la conversione del buono NY pass in biglietto. Dovremmo aspettare ancora molte ore per riuscire ad imbarcarci e sono già le 11, perciò, dato che i biglietti hanno validità 3 giorni, rimandiamo.

Decidiamo di fare l’itinerario di Lower Manhattan e Financial District.

Le cose da vedere sono molte: Trinity Church, Charging Bull, Wall street, Federal Hall, Stock Exchange,… tutto è così elegante ed imponente, qui!

Ci rechiamo poi nella zona del World Trade Center, in cui, prima dell’11 settembre 2001, si ergevano imponenti le Torri gemelle. Nel loro perimetro, sono state create due piscine perfettamente corrispondenti alla pianta delle Twin Towers. Lo spettacolo è davvero suggestivo e vedere tutti i nomi delle persone scomparse intagliati nell’ottone che circonda le piscine ci fa rimanere per parecchi minuti in silenzio.

Ci colpisce tantissimo la doppia cascata che va a morire nelle profondità della terra.

Attorno alle vasche, 400 alberi a simboleggiare la rinascita, tra cui uno miracolosamente sopravvissuto intatto al disastro.

Visitiamo il 9/11 Tribute, nel quale troviamo testimonianze dei sopravvissuti e vari reperti ritrovati nel luogo.

Struggenti, il muro con le foto di tutti i 2974 caduti e il tabellone con tutti i loro nomi.

In seguito, un po’ abbattuti da quanto visto, ci avviamo verso l’Empire State Building, dove mai avremmo immaginato di trascorrere così tante ore, in lungo e in largo per i suoi corridoi in un’unica interminabile coda che avrebbe fatto impallidire anche quelle dell’Expo!

È stato asfissiante, devastante, massacrante, spossante.

Ci dimentichiamo di tutto, però, quando usciamo sulla terrazza panoramica all’86esimo piano, davanti all’immensità di New York, ormai in versione  notturna.

Soffia un’aria gelida, ma non riusciamo a smettere di fotografare e ammirare le scintillanti luci.

Il biglietto comprende anche l’ingresso allo Skyride. Pensiamo si tratti di un’attrazione divertente, così ci rimettiamo nuovamente in coda. La gestione e l’organizzazione americana però sono terribili… Rimaniamo chiusi a più riprese in varie stanze al buio in attesa… per poi assistere ad un breve viaggetto su New York su un simulatore.

All’uscita pioviggina, così decidiamo di concludere la giornata. Ci siamo messi in coda alle 14.30 …e non ci hanno fatto uscire se non alle 19.30!

All’angolo vediamo Wendy’s, una catena di fast food. Deve trattarsi della sorella povera di McDonald’s: l’arredamento è scialbo e il locale è piuttosto sporco. Ci facciamo però un bel po’ di risate quando la cassiera chiede farfugliando a Gio il nome per poi consegnare i panini. Lui, sovrappensiero, convinto di dover indicare il metodo di pagamento, risponde convinto <<Card!>>… il risultato è che sullo scontrino veniamo registrati come i signori Gard! Una volta in hotel, prendiamo ancora un caffè, facciamo qualche ricerca in internet per migliorare le cene e scriviamo il diario.

QUARTO GIORNO

Stamattina, come previsto, piove. Dedichiamo allora la giornata alla visita di alcuni musei.

Ci dirigiamo nel quartiere Queens dove, all’interno del parco Flushing Meadow Corona Park, vediamo alcune opere risalenti alle Esposizioni universali del 1938 e 1964.

Nei dintorni ci sono il Queens Museum of Art, che contiene il plastico della città di New York, ma che troviamo chiuso, i campi da tennis dove si tengono i tornei US Open e la Hall of Science. Si tratta di un museo molto interattivo sulla scienza e i suoi fenomeni, adatto soprattutto ai bambini ma che ha divertito molto anche noi.

L’American Museum of Natural History ci garantirebbe il fast pass tramite la nostra NY pass, perciò decidiamo di prendere la metro in direzione di questo museo.

Abbiamo perfettamente compreso l’utilizzo della metropolitana newyorkese e questo ci dà molto gusto!

Entrati, ci troviamo di fronte ad un déjà-vu: un’altra coda affolla l’ingresso! Sicuri di ciò che dice il sito NY pass, Gio si avvicina a un soldatino della security ma gli viene subito sbarrata l’entrata e quindi il privilegio viene meno. Demoralizzati e un po’ arrabbiati, facciamo comunque la fila; si rivelerà la scelta giusta perché il museo è fantastico: le riproduzioni dei paesaggi e delle creature che popolano la fauna mondiale è fedele al cento per cento. Rimaniamo incantati di fronte ai diorami rappresentanti le varie foreste americane  con i relativi animali: bisonti, lupi, alci, marmotte, linci, orsi…

Rimaniamo affascinati anche di fronte agli enormi totem indiani, agli scheletri di mammut e dinosauri e dalla mega balena.

Torniamo in seguito verso il centro-sud di Manhattan. Si sono fatte ormai le cinque.

Facciamo una merenda dolce per Sil e Ele e salata per Gio, che si lancia sul sushi.

Vogliamo ora provare ad entrare prima della chiusura al 9/11 Memorial Museum. Grazie alla solita intraprendenza di Gio che chiede info a destra e a manca, riusciamo in questo caso a saltare la lunghissima fila con la nostra fedele (e adesso di nuovo apprezzata!) NY pass, anche se per questo museo non era prevista nessuna fast track.

Ci diciamo che la giustizia divina esiste e siamo contenti!

Il museo è gigantesco. Anche qui ci sarebbe da trascorrere l’intera giornata. Noi, prima della chiusura, abbiamo 2 ore e mezza. Non basterebbero, perché le proposte sono davvero infinite, ma facciamo il possibile, tenendo però in conto il male ai piedi e alla schiena che si fa sentire sempre di più!

L’atmosfera è sobria, tutto ciò che è esposto è interessante, molto appassionante, toccante, elegante, rigoroso. Rappresenta proprio quello che desidereremmo trovare in un museo.

Ci si trova all’interno delle fondamenta delle Torri gemelle, quindi ci troviamo di fronte al muro di contenimento originale e alle colonne segate alla base.

Attraverso un percorso dettagliato, che ci fa comprendere appieno il dramma, ripercorriamo quel tragico mattino.

Vengono descritti il ‘before 9/11’, il ‘during 9/11 e l’‘after 9/11’ attraverso testi, foto, filmati, oggetti e testimonianze.

Ancora una volta, all’uscita, rimaniamo colpiti dalle enormi vasche che, col buio, fanno venire ancora di più la pelle d’oca. E restiamo parecchio tempo ben piantati fermi e col naso all’insù in estasi di fronte alla spettacolare Freedom Tower. Concludiamo la giornata cenando con soddisfazione da Bill’s bar and burger. Mangiamo hamburger, insalata, anelli di cipolla e patate dolci fritte.

Ci facciamo parecchie risate scrivendo il diario e andiamo a dormire quando ormai è quasi l’una.

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