Privacy Policy
diario di viagio a Copenhagen e Malmo
COPENHAGEN,  MALMÖ

Copenhagen e Malmö: diario di viaggio

Ecco il diario di viaggio del nostro weekend lungo nella capitale danese, Copenhagen, con una capatina nella svedese Malmö.

Viaggiatori: Elena e Giovanni
Periodo: quattro giorni nel ponte di Carnevale 2019

GIORNO 1

Contentissimi per questa nuova imminente avventura, arriviamo all’hotel Wake Up Copenhagen Carsten Niebuhrs Gade, situato nei pressi della stazione centrale e a meno di 15 minuti a piedi dal centro, dopo le 20; dopo esserci sistemati, facciamo una prima passeggiata. Scegliamo per cena il ristorante Rio Bravo, stile americano ma cucina danese. Spendiamo troppo (circa 350 DKK, 50 €) per un enorme piattone vegetariano e per un piatto nazionale che però non ci convince troppo: pancetta dura e spaccadenti servita con una salsa simile alla besciamella e patate bollite.

Facciamo una lunga passeggiata fino alle 23.30 lungo la Strøget fino al famosissimo canale Nyhavn, a quest’ora molto tranquillo e scintillante.

Passeggiando, entriamo nella Helligaandskirken, aperta di sera, buia ed illuminata solo da candele. Visto il freddo fuori, stiamo volentieri seduti con le nostre sottili candeline accese in mano ad ascoltare un pastore donna pregare ed un coro cantare.


GIORNO 2

Usciti dall’hotel, alla ricerca di una bici da noleggiare, ci imbattiamo in dei bellissimi monopattini elettrici, che raggiungono i 20 km/h, un po’ costosi (1 € di attivazione + 0.15 centesimi al minuto) e disseminati per la città. Ne proviamo uno. Gio ovviamente è subito in pista come non avesse mai fatto altro nella vita, mentre io, come al solito, sono impedita!

Proseguiamo (per fortuna a piedi) verso il Rådhus e la statua di Andersen e facciamo colazione con Vanilla latte e mega muffin dal buon vecchio Espresso House, già adorato a Stoccolma.

Cominciamo l’esplorazione con uno degli itinerari che avevamo predisposto, quello della zona Indre By, ovvero del centro città.

Ammiriamo quindi Rådhusplads e il municipio, bellissimo anche dentro. C’è un salone enorme, un ricchissimo soffitto, e tutt’attorno delle belle balconate. In una sala interna, si svolgono uno dopo l’altro dei matrimoni: gli elegantoni col vestitino si mischiano coi turisti imberrettati!

Fuori, accanto a Rådhusplads, è d’obbligo la foto accanto ad Hans Christian Andersen.

Passeggiamo poi tra i negozi della via dello shopping, lunga circa 2 km, Strøget.

Visitiamo poi Vor Frue Kirke, la Cattedrale di Nostra Signora, non molto bella dall’esterno ma elegante nel suo candore interno.

Invece troviamo chiusa Sankt Petri Kirke, che ammiriamo solo dal suo parco esterno, verde ed ordinato.

Ci addentriamo nel Quartiere Latino, che si sviluppa tranquillo attorno all’Università. Le vie sono eleganti, costeggiate da belle case in mattoni dal tetto spiovente.

Saliamo sulla Rundetårn, dalla quale ammiriamo un bel panorama. Peccato per le ringhiere, che non ci permettono di sporgerci per ammirare bene dall’alto i deliziosi palazzi… e per il cielo grigio.

Noleggiamo finalmente due belle biciclette arancioni Donkey Republic: filano come il vento e sono comodissime perchè si bloccano e sbloccano tramite un’applicazione per cellulare, che puoi anche appoggiare sul manubrio per navigare con il gps. Le bici, poi, le puoi lasciare dove vuoi, quando desideri scendere per fare due passi o per entrare in un edificio, e riprendere in un secondo momento. Paghiamo DKK 150 per 6 ore + DKK 66 quando decidiamo di estendere il tempo, per un totale di 24 ore. In pratica, più tempo noleggi, meno paghi. Le bici ci permettono di essere veloci negli spostamenti e di divertirci un sacco, nonostante il gelo sferzante. E poi… hanno tutte dei nomi simpaticissimi: le nostre si chiamavano Mint e Lime!

Decidiamo di andare verso il canale Nyhavn, per ammirarlo con la luce del giorno e per mangiare uno Smørrebrød. Lo Smørrebrød si rivela buonissimo… ma minuscolo, a dispetto dei prezzi sempre alti, ma il ristorantino sul canale è raccolto ed elegante, e Nyhavn allegro, colorato, proprio piacevole!

Raggiungiamo poi l’Opera House, enorme edificio moderno che si trova su una penisola, costeggiato da grandi docks. L’area è immensa, il ponte da attraversare lungo: insomma, siamo ben contenti, nonostante il freddo, di essere in sella alle bici!

Decidiamo quindi di lasciare la Copenhagen ufficiale e di addentrarci in quella alternativa: lo stato libero di Christiania.

Mai visto un posto del genere. È uno dei luoghi più strani in cui siamo mai stati! È un vero e proprio villaggio a sé, con catapecchie fatiscenti, giardinetti incolti, ciarpame e oggetti di ogni tipo accatastati, colori sgargianti, murales e, soprattutto, Pusher Street, un’intera via dedicata al commercio di cannabis. Quest’ultima è piuttosto squallida e non merita se non una toccata e fuga, mentre il resto del quartiere merita di essere esplorato!

L’atmosfera è senza dubbio allegra, ma trasandata. È come vedere un’oasi fuori dal mondo, abitata da hippie che vivono in maniera anticonformista e frequentato abitualmente da ragazzini viziati e gente di mezza età… alla ricerca di svago.

Tornati, come recita il cartello, in Unione Europea, giriamo un po’ in bici per Christianshavn, altra zona tranquilla, ricca di case eleganti, canali, barche ormeggiate.

Avremmo in programma di visitare due chiese (Vor Frelsers Kirke e Christians Kirke) ma le troviamo entrambe chiuse; rimandiamo a domani. Ci dirigiamo quindi nella zona delle banchine del Kobenhavn Havn e, congelati, decidiamo di entrare nella Biblioteca reale, soprannominata Black Diamond grazie alla sua struttura nera e lucente. Dopo aver fatto un giretto, cI sediamo, un po’ stremati, sui divanetti ad osservare come vecchietti la gente che passa… E a riposarci. Ci viene un colpo al cuore quando non sentiamo più nessun rumore e ci rendiamo conto che la biblioteca è stata chiusa: no! Siamo rimasti chiusi dentro?! Ci scapicolliamo giù per le scale mobili ormai ferme, saltiamo il cordino di chiusura e… Per fortuna sì la biblioteca sta chiudendo, ma siamo ancora, per un pelo, in tempo!

Ripresi dallo spavento ed inforcate le bici, ci dirigiamo al Quartiere Latino, dove avevamo individuato il posto per la nostra cena: Dalle Valle, locale dove propongono un ampio buffet a 99 DKK. Per smaltire l’abbondante cena, facciamo una lunga camminata verso Rosenborg Slot, passeggiando per la bella via pedonale Købmagergade.

Prendiamo un caffè lille (ma comunque enorme!) da 7 Eleven e ritornaimo a casa sfrecciando veloci sulle nostre Mint e Lime costeggiando il parco di Tivoli, purtroppo chiuso in questo periodo dell’anno.


GIORNO 3

Al nostro risveglio, una brutta sorpresa alla finestra: piove. Nonostante ciò, prendiamo le nostre biciclette e ci avviamo verso Christianshavn. Per colazione ci fermiamo da Lagkagehuset, che serve ogni dolce che si possa desiderare!

Nel frattempo, finalmente ed incredibilmente è uscito un timido sole ed andiamo a sbirciare la Vor Frelsers Kirke, la Chiesa del Nostro Redentore, con la sua strana scala a chiocciola che si inerpica sul campanile, e poi entriamo nella Christians Kirke, niente di speciale all’esterno ma davvero molto particolare all’interno, con uno stile tutto suo: con i palchetti alle pareti, sembra veramente un teatro! Assistiamo ad un pezzo di culto protestante, tenuto da due pastori donna vestite con la tipica tunica nera dal rigido colletto, ed animato dalla soave musica di un violino e un pianoforte. Si tiene anche il battesimo di due bimbi: la piccola Ella Sophia e il piccolo, o perlomeno così abbiamo capito, Kalumsmith!

Di nuovo fuori, intorno alle 11, sfrecciamo lungo il canale in direzione nord per iniziare un altro degli itinerari che avevamo predisposto: quello che parte dal simbolo della città di Copenhagen, Den Lille Havfrue, la Sirenetta.

Io avevo letto e sentito a destra e a manca che sarebbe stata una delusione, in quanto una statua defilata, malinconica e, soprattutto, piccola. Beh, io, forse anche grazie a queste voci, sono arrivata e scesa dalla bici senza  aspettative… E invece mi è piaciuta un sacco! (Il Manneken Pis di Bruxelles è minuscolo, non la bella Sirenetta!) Dopo le foto di rito, ‘giochiamo’ con un cigno-assassino, che sbraita come un ossesso e cerca di beccare le nostre scarpe con il suo becco famelico!

Proseguiamo l’itinerario a ritroso, verso sud, incontrando la fontana di Gefion, particolare per la leggenda che la caratterizza, la bella chiesetta di St. Albans e il grande Kastellet, insieme di edifici militari di un allegrissimo rosso circondati da un parco sopraelevato con la pianta a forma di stella nel quale la gente ama fare jogging e portare a spasso il cane. Verdissima l’erba e particolare l’atmosfera austera e curata delle fortificazioni militari.

È ormai ora di riconsegnare le nostre Mint e Lime e, un po’ a malincuore, ormai appiedati, percorriamo la Bredgade, elegante via ricca di raffinati palazzi, gallerie d’arte, negozi di arredamento moderno e di design. Mangiamo al volo un tramezzino al 7 Eleven e riprendiamo il cammino, visitando la rotonda Marmokirken (o Frederiks Kirke), con la sua cupola simile a quella di San Pietro.

Passiamo attraverso Amalienborg Slot, luogo in cui risiede abitualmente la regina danese. Scopriamo che vive nell’edificio sud-est rispetto al cortile a pianta ottagonale, cerchiamo di orientarci ed ancora una volta ammiriamo la sobrietà del luogo, fine e non fastoso, come già ci era capitato a Drottningholm.

Lasciato il castello, ci rechiamo al mercato coperto Torvehallerne: sono sempre simili in tutte le città, ma ci attirano sempre!

Giroliamo ancora un bel po’ senza meta, ascoltiamo cantare gli artisti per strada, entriamo nel cortile del castello di Christiansborg, costruito in scure pietre grigie.

Per cena, andiamo ai Magasin du Nord, dove avevamo adocchiato prelibati Smørrebrød molto ben assemblati… e ce li gustiamo! Uno con burro, salmone, melograno e finocchietto, l’altro con polpette, maionese, fettine di patata, cipolle viola, erba cipollina. Lascio a voi immaginare che sapori!

Dopo cena, un caffè da Espresso House nella Rådhusplads e nanna.


Continua…


Per ulteriori approfondimenti, leggi anche:

l’esplorazione del coloratissimo parco di Copenhagen Superkilen

l’articolo sulla città libera di Christiania

la guida per scoprire la città di Copenhagen

itinerari e consigli di viaggio sulla città di Copenhagen

consigli su dove mangiare a Copenhagen



9 commenti

  • untrolleyperdue

    Kiki sogna Nyhavn già da un po’, dovrò trovare il modo di portarla a Copenaghen! 😊
    Io invece vi svelo la mia passione per le biblioteche del mondo e non vedo l’ora di vedere la Black Diamond: pazzesca!
    Mi piace molto l’idea di girare Copenaghen in bicicletta, con il sistema del “lasciala dove vuoi” è il top!
    Ma poi che scena romantica quella nella Helligaandskirken! 😍
    Grazie per tutti i consigli ragazzi!

    • viaggiodolceviaggio

      Sì, una scena dolcissima, con il coro in sottofondo, le mani congelate dal vento e le candeline in mano regalateci da un’anziana signora all’ingresso!
      Anche io ho una passione per le biblioteche, e nella prossima puntata te ne farò vedere una ancora più bella, quella di Malmö, bianchissima e ricca di luce…

  • Silvia - The Food Traveler

    Sogno di tornarci da un bel po’ di tempo, ma fino a quando da Torino non metteranno dei voli diretti mi sa che ci rinuncio… Oppure faccio come ho fatto per il viaggio a Bergen e mi giro mezza Europa in aereo per arrivare 😉 Magari da Milano riesco a trovare qualcosa!
    L’ultima volta ci sono stata con i miei e facevo ancora il liceo – parliamo di secoli fa, quindi – e Christiania non l’abbiamo vista. Non so se i miei non sapessero dell’esistenza di questa zona o se invece abbiamo preferito tenere sia me che mio fratello lontani 😉
    Quei dolci di Lagkagehuset mi fanno venire una fame! E poi la foto dello smørrebrød mi ha dato il colpo di grazia!

    • viaggiodolceviaggio

      Anche io, effettivamente, forse, avessi dei figli, me ne terrei lontana… Non è proprio un luogo facile da spiegare! Molto meglio darci dentro con gli smørre! 🙂

  • L'OrsaNelCarro Travel Blog

    Ma che sfizioso il cigno che addenta le scarpe! *_* Mi hai regalato un po’ di refrigerio stasera, certo fa strano vedere cappelli di lana, sciarpe e guanti ma almeno indirettamente ho percepito un po’ di sana (e fresca) aria dell’Europa del Nord! Ma per caso non è che tu abbia incontrato quello gnoccone di Mads Mikkelsen in giro per la sua Copenhagen in bicicletta? 😉 Che te lo dico a fare che sulla foto del salmone l’Orsa ha avuto uno scossone 😛

    • viaggiodolceviaggio

      Sì, sì, l’ho visto, ma non sono nemmeno stata lì a pubblicarlo, tanto sapevo che avresti apprezzato di più il salmone!!! 🙂 🙂 🙂

  • Sognando Viaggi

    Ormai lo sai che Copenhagen è nei miei pensieri da tempo! Da Genova hanno messo il volo diretto per l’estate, ma ahimè ho visto che al momento i prezzi sono piuttosto alti 🙁 Mi piace moltissimo l’idea di girarla in bicicletta (a proposito, non avevo idea esistessero bici così “tecnologiche”) e quella moltitudine di dolcetti è super appetitosa! 🙂

    • viaggiodolceviaggio

      E’ comunque bellissimo avere una città nei propri pensieri, non trovi? Quando poi finalmente si riesce a raggiungerla, la soddisfazione e la felicità sono ancora più grandi! E sì, girarla in bicicletta è davvero la modalità migliore!

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: